
Marco Di Marzio,
classe '77, comincia gli studi di chitarra classica ad appena 5 anni.
Se a 15
anni lo ritroviamo
nella filarmonica di Moscufo, il suo esordio live è tuttavia
rimandato di un solo anno: con il più giovane gruppo locale,
avente una media d'età di 16 anni è
già recensito
sul quotidiano abruzzese "Il Centro".
L'avvicinarsi alla
maggiore
età lo porta a maturare la passione per il basso elettrico e
per
il contrabbasso che nel giro di pochi anni gli daranno non
poche
soddisfazioni: a 23 anni con il gruppo "I Tastaferri" arriva alle
finali nazionali del festival di San Remo, esperienza nella quale
coglie l'occasione per frequentare alcuni seminari dell'Accademia
Musicale Sanremese.
L'opportunità
e la
risonanza del festival, nonchè l'indiscutibile bravura, lo
portano solo poco tempo dopo alla corte del comico pescarese Vincenzo
Olivieri impegnato nella cura delle musiche originali per il recital
"Sagomè".
Inizia a scrivere
per la rivista
virtuale jazzconvention (www.jazzconvention.net) in cui si occupa di
una sezione didattica dedicata alle trascrizioni jazz mentre nel 2003
risulta primo classificato nella sezione jazz del concorso "MusicAtri,
prima competizione musicale europea".
Nel 2004 comincia
una prolifica
collaborazione con 'Nduccio e i "Ragazzi del porto" che lo
porterà nel 2005 a prendere parte, sotto la direzione
artistica
del maestro Gegè Telesforo, ad alcune puntate della
trasmissione
televisiva ideata e condotta da Renzo Arbore "Speciale per me, ovvero
meno siamo e meglio stiamo" (Rai1).
Nello stesso anno
partecipa alla realizzazione del primo disco di "VIOLA", alias Violante
Placido, intitolato "Don't be shy".
Recentemente reduce
dal grande
schermo, ospite di Tosca d'Aquino in "Suonare Stella", si esibisce in
svariate formazioni, alternando ad un repertorio specificatamente
jazzistico serate live di altissimo livello.